“ Nessun’arte è stata tanto ostacolata nel suo sviluppo dai suoi insegnanti quanto la musica, perché non esiste custode più geloso dei suoi averi di chi sa che essi, in fondo, non gli appartengono …”
Arnold Shönberg
I teorici non sempre sono artisti e gli artisti non sempre sanno quali leggi sottendono le proprie opere. Spesso chi conosce delle leggi sulla musica e sull’arte è tentato di porle a fondamento di qualunque scelta fino a renderle erroneamente universali e imprescindibili.
La conoscenza è fondamentale, l’impulso alla ricerca è naturale e fisiologico, ma alla fine un risultato artistico avrà sempre qualcosa di misterioso e irrazionale.
Lo studio della musica in quanto arte dovrebbe essere uno stimolo, una direzione possibile che dovrebbe accompagnarci alla ricerca del nuovo, le teorie non dovrebbero mai incatenare l’evoluzione dell’arte. Ogni sistema musicale dovrebbe offrirci l’occasione per fare un passo in più verso la nostra idea di arte e quindi di musica.
Il percorso formativo che io propongo parte dal rispetto e dalla valorizzazione di ciò che ogni individuo porta con sé. Chiunque si avvicini alla musica ha qualcosa dentro che lo rende differente da tutti gli altri, un percorso formativo deve valorizzare e aiutare ogni singolo studente al fine di far crescere e sviluppare l’idea di musica e di arte che porta con sé.
Insegnare, per me, al di là di qualunque oggettiva spiegazione, significa far crescere e sviluppare il senso d’arte e di musica che ogni individuo possiede. Insegnare è un “mestiere” (citando ancora Shönberg), delicato e difficile che continuo a portare avanti da quasi vent’anni. Sono centinaia gli allievi che ho aiutato a formare il proprio senso dell’arte, tanti hanno scelto di restare nel mondo della musica e oggi sono professionisti, ma in realtà lo erano già in partenza, io li ho soltanto aiutati a prendere coscienza di ciò che avevano già dentro.
Giancarlo Collura
prova …….