Questo sono io
La mia formazione musicale inizia da bambino a 8 anni con lo studio del pianoforte e della musica classica. Intorno a 13 anni m’innamoro della chitarra e inizio ad ascoltare musica con passione.
Dopo aver frequentato le prime scuole di musica inizio il lungo pellegrinaggio verso i musicisti e gli insegnanti più rinomati.
Ho la fortuna d’incontrare musicisti del calibro di Tomaso Lama, Bebo Ferra, Franco Cerri, Joe Diorio, Mick Goodrick, Scott Henderson, Jerry Bergonzi che sono riusciti a passarmi l’amore e il concetto di dedizione e di ricerca necessari al raggiungimento di un sogno.
Con Fabio Jegher e Giovanni Tommaso scopro il piacere dello studio dell’armonia e dell’arrangiamento, sembra che la musica, con principi alchemici possa essere creata con formule e pozioni.
Infine lo studio universitario mi ha fornito il sapere “accademico” e la formazione “scientifica” per la ricerca.
Credo nell’arte che abbia come premessa la ricerca, dove sia sempre presente la necessaria e spasmodica forza verso i mondi più sottili.
L’arte come tentativo di raggiungere tramite il sensibile ed il terreno il sovrumano.
L’arte per me è perfezione e quindi l’uomo non può che cercare di tendere verso la sua cima pur sapendo che non potrà comunque raggiungerla in quanto essere imperfetto.
La ricerca deve essere continua, profonda, scientifica e irrazionale allo stesso tempo. Deve mettere in discussione l’essere in tutte le sue parti, deve creare attrito con il proprio “io”.
Una composizione, una esecuzione, un’improvvisazione che in qualche maniera non abbia creato un ostacolo al proprio essere e quindi un percorso per superarlo non ha giovato al musicista, né alla musica e quindi neanche a chi lo ascolta. Se dopo aver suonato non ci sentiamo diversi, se qualcosa dentro non è cambiato, allora è stato inutile suonare.
Questa è la mia idea di arte e di musica, questo sono io.
Didattica
“ Nessun’arte è stata tanto ostacolata nel suo sviluppo dai suoi insegnanti quanto la musica, perché non esiste custode più geloso dei suoi averi di chi sa che essi, in fondo, non gli appartengono …”
Arnold Shönberg
I teorici non sempre sono artisti e gli artisti non sempre sanno quali leggi sottendono le proprie opere. Spesso chi conosce delle leggi sulla musica e sull’arte è tentato di porle a fondamento di qualunque scelta fino a renderle erroneamente universali e imprescindibili.
La conoscenza è fondamentale, l’impulso alla ricerca è naturale e fisiologico, ma alla fine un risultato artistico avrà sempre qualcosa di misterioso e irrazionale.
Lo studio della musica in quanto arte dovrebbe essere uno stimolo, una direzione possibile che dovrebbe accompagnarci alla ricerca del nuovo, le teorie non dovrebbero mai incatenare l’evoluzione dell’arte. Ogni sistema musicale dovrebbe offrirci l’occasione per fare un passo in più verso la nostra idea di arte e quindi di musica.
Il percorso formativo che io propongo parte dal rispetto e dalla valorizzazione di ciò che ogni individuo porta con sé. Chiunque si avvicini alla musica ha qualcosa dentro che lo rende differente da tutti gli altri, un percorso formativo deve valorizzare e aiutare ogni singolo studente al fine di far crescere e sviluppare l’idea di musica e di arte che porta con sé.
Insegnare, per me, al di là di qualunque oggettiva spiegazione, significa far crescere e sviluppare il senso d’arte e di musica che ogni individuo possiede. Insegnare è un “mestiere” (citando ancora Shönberg), delicato e difficile che continuo a portare avanti da quasi vent’anni. Sono centinaia gli allievi che ho aiutato a formare il proprio senso dell’arte, tanti hanno scelto di restare nel mondo della musica e oggi sono professionisti, ma in realtà lo erano già in partenza, io li ho soltanto aiutati a prendere coscienza di ciò che avevano già dentro.
Giancarlo Collura
Filosofia
La ricerca è come una continua e silenziosa rivoluzione del proprio essere.
Una continuo viaggio verso la parte più profonda di se stessi.
E’ lo strumento principale per comprendere il dispiegarsi della nostra vita, leggere le proprie emozioni, i pensieri, le paure. Potremo scoprire la visione soggettiva e limitata della vita e del mondo che il nostro essere possiede, in modo da poterla espandere verso una coscienza superiore.
L’importanza di tale cammino è data dalla necessità di ristabilire un contatto con il nostro vero sé, con la nostra più intima essenza. Ritrovare un equilibrio più autentico che rispetti la nostra vera natura.
Una strada possibile a tale ricerca è lo yoga, qualunque sia la strada che decidiamo d’intraprendere questa necessiterà di un impegno costante. I primi frutti di un lavoro consapevole si scopriranno a livello superficiale del proprio essere, con un corpo in buon equilibrio fisico, una forte energia che ci permetterà di realizzare quanto sarà nei nostri progetti quotidiani, una buona qualità del sonno che ci permetterà di riposare e ricaricare il corpo dalle fatiche quotidiane.
Successivamente, riscopriremo questo nuovo equilibrio anche a livello mentale: mente libera da pensieri inutili, buona concentrazione, visione chiara di tutto ciò che ci apparirà davanti agli occhi giorno dopo giorno. Si svilupperà l’intuito e il sentire profondo della vita.
Ogni giorno ci riscopriremo immersi in una realtà in equilibrio con il nostro nuovo Sentire e percepire la vita.
Ansia e turbamenti non apparterranno più alla nostra esistenza, e con una profonda pace nel cuore potremo proseguire per la strada che avremo deciso di percorrere nella vita.
Lo yoga prima di tutto deve essere uno strumento che ci possa portare una quotidianità qualitativamente migliore. Svegliarsi la mattina, carichi di energia, felici e pronti a realizzare i propri progetti, vivere la giornata con equilibrio, e a fine giornata poter dire di aver realizzato tutto ciò che era possibile realizzare, quindi infine andare a dormire felici della giornata trascorsa.
Questo primo obiettivo è facilmente realizzabile se si riesce a dare il giusto peso e i valori corretti a tutto ciò che ci circonda.
Credo fondamentale poter realizzare, prima di ogni possibile ricerca spirituale o di altra natura, una quotidianità in equilibrio e in armonia.
Allargando la nostra visione delle dimensioni possibili da esplorare sarà necessario comprendere il principio di azione e reazione che ogni nostro gesto implica, assumendocene la responsabilità. Così inizieremo a scoprire le leggi che sottostanno a tutto ciò che ci circonda e a cui non abbiamo probabilmente portato mai una giusta attenzione.
Il termine “yoga” deriva dalla radice sancita “jug” che possiede due significati: “aggiogare” e “unire”. Quindi lo yoga porta con sé già nel proprio nome il mezzo ed il fine che si pone: Aggiogare e mettere sotto controllo i sensi e le visioni errate della vita e “unirci” al nostro vero e più profondo essere.
La ricerca è come una continua e silenziosa rivoluzione del proprio essere.
Una continuo viaggio verso la parte più profonda di se stessi.
E’ lo strumento principale per comprendere il dispiegarsi della nostra vita, leggere le proprie emozioni, i pensieri, le paure. Potremo scoprire la visione soggettiva e limitata della vita e del mondo che il nostro essere possiede, in modo da poterla espandere verso una coscienza superiore.
L’importanza di tale cammino è data dalla necessità di ristabilire un contatto con il nostro vero sé, con la nostra più intima essenza. Ritrovare un equilibrio più autentico che rispetti la nostra vera natura.
Una strada possibile a tale ricerca è lo yoga, qualunque sia la strada che decidiamo d’intraprendere questa necessiterà di un impegno costante. I primi frutti di un lavoro consapevole si scopriranno a livello superficiale del proprio essere, con un corpo in buon equilibrio fisico, una forte energia che ci permetterà di realizzare quanto sarà nei nostri progetti quotidiani, una buona qualità del sonno che ci permetterà di riposare e ricaricare il corpo dalle fatiche quotidiane.
Successivamente, riscopriremo questo nuovo equilibrio anche a livello mentale: mente libera da pensieri inutili, buona concentrazione, visione chiara di tutto ciò che ci apparirà davanti agli occhi giorno dopo giorno. Si svilupperà l’intuito e il sentire profondo della vita.
Ogni giorno ci riscopriremo immersi in una realtà in equilibrio con il nostro nuovo Sentire e percepire la vita.
Ansia e turbamenti non apparterranno più alla nostra esistenza, e con una profonda pace nel cuore potremo proseguire per la strada che avremo deciso di percorrere nella vita.
Lo yoga prima di tutto deve essere uno strumento che ci possa portare una quotidianità qualitativamente migliore. Svegliarsi la mattina, carichi di energia, felici e pronti a realizzare i propri progetti, vivere la giornata con equilibrio, e a fine giornata poter dire di aver realizzato tutto ciò che era possibile realizzare, quindi infine andare a dormire felici della giornata trascorsa.
Questo primo obiettivo è facilmente realizzabile se si riesce a dare il giusto peso e i valori corretti a tutto ciò che ci circonda.
Credo fondamentale poter realizzare, prima di ogni possibile ricerca spirituale o di altra natura, una quotidianità in equilibrio e in armonia.
Allargando la nostra visione delle dimensioni possibili da esplorare sarà necessario comprendere il principio di azione e reazione che ogni nostro gesto implica, assumendocene la responsabilità. Così inizieremo a scoprire le leggi che sottostanno a tutto ciò che ci circonda e a cui non abbiamo probabilmente portato mai una giusta attenzione.
Il termine “yoga” deriva dalla radice sancita “jug” che possiede due significati: “aggiogare” e “unire”. Quindi lo yoga porta con sé già nel proprio nome il mezzo ed il fine che si pone: Aggiogare e mettere sotto controllo i sensi e le visioni errate della vita e “unirci” al nostro vero e più profondo essere.
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